Perche Zanon, perche ora?

 Zanon rischia lo sgombero. Non sgomberano una fabbrica. Sgomberano la
 speranza di un cambio sociale.

 I sogni non si sgomberano.
 Ieri si e' venuti a conoscenza di alcune sentenze che avranno
 ripercussioni nella vita politica del paese. Il primo, della corte di
 giustizia di Neuquen, ordina lo sgombero della fabbrica sotto controllo
 operaio Zanon. Il secondo, della corte di giustizia penale, assolve e
 archivia una causa per corruzione contro il governatore Jorge Sosbich.
 Le accuse contro il govrnatore non si basavano su sospetti ma su prove
 oscenamente lampanti: otto ore di video estremamente chiari di una video
 camera nascosta, che migliaia di persone hanno potuto vedere nelle loro
 televisioni. Lo si stava accusando di corrompere di un deputato, una
 pratica che continua impunita apertamente negli ultimi dieci anni della
 politica ufficiale di neuquen.
 Da quando circa un anno e mezzo fa la proprieta' ha deciso di chiudere
 l'impianto per licenziare la maggior parte dei lavoratori della
 Ceramica Zanon, la fabbrica e' stata occupata dai lavoratori. Da piu' di
 un anno i lavoratori hanno trasformato l'occupazione in autogestione
 della produzione, dando da mangiare a 300 famiglie alle quali si sono
 aggiunte recentemente decine di lavoratori disoccupati che per la prima
 volta in molto tempo hanno un lavoro degno.
 Che le due sentenze arrivino nello stesso momento non e' un caso.
 Sosbich, il grande sconfitto delle recenti elezioni municipali nella sua
 provincia, ha appena manifestato il suo appoggio a Menem come candidato
 alla presidenza. Si tratta di un semplice scambio di favori: l'apparato
 giudiziario menemista ha cominciato a lavorare in collaborazione con il
 governatore/gestore delle industrie petroliere che stanno distruggendo
 la patagonia argentina.
 Il messaggio e': repressione e impunita' e con queste due sentenza
 sembrano mettere molta carne al fuoco.
 Carlos Menem comincia la sua campagna elettorale dicendo che va a pulire
 le strade "dai marxisti e dai delinquenti" e proponendo di "inviare
 l'esercito nelle strade per fermare il caos sociale".
 Quello che stiamo vedendo a Neuquen e' il tentativo di mostrare il vero
 asse di questa politica. Le parole menemiste devono essere lette al
 contrario, come una canzone con un messaggio occulto: quando parla di
 "marxisti e delinquenti" il vecchio personaggio del FMI si riferisce a
 tutto quello di nuovo che e' nato in Argentina nell'ultimo anno.
 Oggi Zanon rappresenta la vita e i sogni di migliaia di persone. E' un
 laboratorio di dignita', di lavoro libero e di sperimentazione di una
 uscita razionale dalla poverta' che soffrono milioni di famiglie
 argentine. Quello che Menem e Sosbich vogliono fare e' distruggere
 questa speranza per passarle sopra con il carro pestilenziale della
 propria campagna elettorale che promette "ordine" e "pugno di ferro"
 contro tutti coloro che non si rassegnano al destino di miseria a cui ci
 hanno abituato.
 Siamo disposti anche noi a fare tutto il necessario per difendere questo
 sogno reale? Siamo coscienti di quello che e' in gioco?
 Se non faremo tutto il necessario e anche qualcosa di piu', se non
 poniamo tutte le nostre forze a nostra disposizione per difendere Zanon,
 non potremo onestamente girarci di nuovo a guardare negli occhi la
 storia.