25 años de las Madres de Plaza de Mayo.

…Si en la oscuridad sin mengua de un horror que parecio eterno supieron ser luz, que historia escribiremos mañana para que ellas sonrian junto al arbol de las pasiones felices?                    Vicente  Zito Lema

Editoriale                                                        Ottobre 2002  

Oltre i Denti della Tigre

Il Terrore.

Sembra forse un esercizio nostalgico riprendere frasi come questa: oltre i denti della tigre, utilizzata dai militanti delle organizzazioni rivoluzionarie Argentine per descrivere il terrore che regnava nel paese durante la dittatura, e soprattutto con il suo significato metaforico, ciò che percepiva un militante ogni volta che oltrepassava la frontiera, ripiegando all’estero o rientrando nelle diverse contro offensive.

Spesso non ci rendiamo conto, quanto la propaganda condizioni perfino l’utilizzo di determinate parole, assorbendo il significato di alcune e mettendo al bando altre, cosa che non centra con la ricerca di modi di comunicazione più efficaci, ma con l’autocastrazione che noi stessi c’imponiamo perché diventa “politicamente non corretto” utilizzarle, e allo stesso tempo degradando e annullando tesi o pensieri a loro collegate, cadendo in un gioco, ed è quasi banale dirlo, guidato da chi vogliamo combattere.

Rilegata solo alla memoria viva, di cari compagni che hanno intorno ai 55 anni, abbiamo voluto riprenderla questa frase proprio come una provocazione, per la sua vicinanza al significato profondo del terrore, e che trent’anni fa si associava immediatamente a TERRORISMO DI STATO, frase questa che quasi nessuno vuole pronunciare, é soprattutto, il suo significato si lascia da parte.

 Oggi, non c'è più un dito accusatore pronto nella frontiera per inviarti direttamente in una camera di tortura, siamo in “democrazia”, ma la devastazione di un paese ingoiato nelle fauci del neoliberismo è palpabile ad occhio nudo, le cifre che descrivono questo genocidio sociale possono essere verificate  camminando semplicemente per le  strade, vedendo con i propri occhi persone mangiando nei bidoni della spazzatura o dormendo nei marciapiedi, anche in quartieri benestanti dove fino a poco tempo fa, la classe media alta “Porteña” regnò con il suo orgoglio per più di un secolo, è oggi attraversata dalle continue manifestazioni dei “cacerolazos e Piqueteros”, seguiti dalle stesse squadracce della polizia pronti a reprimere e far “ sparire” altri compagni, come nel caso di Laura Borja, Inés Carpachay, César Jerónimo, Estela Gómez, Pablo Gómez, Franco Llario, Claudia Rodríguez, dei quali non si hanno più notizie dalle ultime manifestazioni nella provincia di Jujuy, represse dalla polizia.

Si, stiamo dicendo che probabilmente sono Desaparecidos, al momento di scrivere queste righe non  abbiamo notizie del loro ritrovamento.

Altri Dario e Maxi, che in modi diversi, sono stati ingoiati da quella tigre, che conserva i suoi denti intatti dalla dittatura.

Non vogliamo nasconderci dietro un dito, scriviamo con il cuore stretto, non abbiamo problemi ad ammetterlo, non siamo così ideologici. Ci scusiamo se queste righe sembrano uno sfogo, siamo fatti di carne e ossa.

Sì, uno Stato Terrorista. Al quale, li resta solo il terrore per poter continuare nella sua opera: il genocidio sociale del popolo Argentino, per conto del FMI, gli USA e i capitali finanziari Argentini.

Perché questo silenzio sul nostro paese?!, perché quasi nessuno nella sinistra Italiana denuncia lo Stato Argentino per ciò che è:

UNO STATO TERRORISTA!. In questi ultimi giorni gli operai della Zanon sono stati aggrediti a pistolettate, da bande di para militari.

Con il massacro impune del popolo Palestinese davanti agli occhi, gli USA si prestano a dare il via libera alla loro nuova teoria della “Guerra Preventiva”(in realtà non tanto, assomiglia molto alla teoria di Sicurezza Nazionale, insegnata nella Scuola Militare delle Americhe), compiendo l’ennesimo atto di terrore della loro storia, bombardando l’Iraq e il suo popolo già stremato:

Qui vogliamo dire a chiare lettere che l’Ass. Argentina Vientos del Sur rifiuta categoricamente qualunque intervento armato contro l’Iraq, indipendentemente se approvato o no dall’ONU, e all’invio di soldati Italiani in Afganistan.

Rifiutiamo la guerra come logica di risoluzione dei conflitti, puntando sulla soluzione politica di questi, senza cadere in una visione di pacifismo a senso unico che finisce per utilizzare la stessa  lente di lettura (non sono molti nel movimento a cadere in questo), di chi si dice di voler combattere. Riconosciamo il diritto dei popoli a difendersi di fronte all’Imperialismo, all’interventismo militare. Diritto conquistato da tutti i popoli dell’America Latina nella resistenza alle dittature militari, nello stesso modo che il popolo Italiano mise in piedi la Resistenza, contro il nazifascismo, i repubblichini.

Sembra evidente che la parola terrorismo, sia diventata una costante a senso unico e ha parti ribaltate nel linguaggio e nell’azione del potere, con i settori popolari che non reagiscono, dibattono e si dividono al loro interno per le nuove “imposizioni culturali o comportamentali”, cosi Bush diventa un Umanista e i No Global dei violenti filo terroristi.

In questa linea va letto il vile o codardo attentato alla presidentessa delle Nonne di Piazza di Magio Estela Carlotto, che passo completamente in sordina, senza che quasi nessuno in Italia se ne occupasse.  Vientos del Sur ha condannato con forza quest’attentato, aderendo alle manifestazioni di solidarietà con le Nonne che si sono tenute a Buenos Aires.

 Nell’ultima editoriale sosteniamo che lo stato Argentino  cerca uno scontro anticipato con il movimento, prima che questo possa consolidarsi in un fronte o altro. Forse c’è un salto di qualità, e le mafie Duhaldiste stiano puntando a colpire persone note della resistenza Argentina, come Carlotto, i delegati sindacali della Zanon o come prima con la figlia di Hebe di Bonafini.

I motivi di preoccupazione non mancano, che si aggiungono alla situazione tragica della maggior parte della popolazione.

In questo quadro, e partecipando alle lotte dei lavoratori e studenti Italiani, in difesa dei diritti conquistati, e nella opposizione al governo Berlusconi, con le associazioni  in Europa, siamo chiamati ad un maggior impegno, che noi interpretiamo come una ricerca di forme di sostegno all’immigrazione, approfondendo i motivi di questo fenomeno. E creando continuamente ponti con chi lotta e resiste nella nostra terra. Dopo la campagna con Nora Podestà in regione, contiamo di realizzare altre iniziative con compagni che possano portare in Italia, direttamente l’esperienza che stanno vivendo e trasmetterla ai diversi soggetti sociali di questo paese, con l’idea di costruire quell’orecchio ricettivo in grado di reagire, di fronte alla barbarie che si sta perpetrando contro il popolo Argentino e Latino Americano tuttò. Cercando di chiudere insieme la bocca di quella tigre.  Ribadendo queste ragioni, riportiamo qui un ragionamento dell’ultima editoriale:

“ La volontà di queste righe, è quella di un appello ulteriore a tutte le persone sensibili e alle forze sociali, di fronte ai fatti di questi giorni, per mantenere la nostra  sensibilità e solidarietà sempre più attiva, il sangue versato da Dario Santillan e Maximiliano Kosteki deve servire da monito per tutti noi, perché anche da noi dipende che il loro sacrificio non sia stato invano. Oggi molte persone e organizzazioni di questa regione hanno potuto parlare direttamente con una militante e guardarla negli occhi, una compagna in più fra tante altre, dalla quale sicuramente molti hanno potuto trarre spunti e insegnamenti, e che oggi si trova li a Buenos Aires, in quelle manifestazioni. E un’ulteriore aspetto questo che, secondo noi, va oltre la politica e ci chiede impegno da un  altro punto di vista, quello umano”. 

 

Ass. Argentina “Vientos del Sur”

Udine-Italia