Cena in favore dei prigionieri politici argentini, 25 anniversario del colpo di stato

  Oltre la solidarietà

  Circa 100.000 persone in Plaza de Mayo ,a più di diecimila chilometri di distanza, altre 90 a Pagnacco hanno rivolto il proprio pensiero a quella piazza storica, cercando di andare oltre, unificando solidarietà concreta e azione internazionale per i prigionieri politici e allo stesso tempo, per non dimenticare. Non vogliamo nascondere che per noi è stato un momento emotivo, la risposta dei presenti ci toccò il cuore, sono cose che non si dimenticano.

Oltre all’allegria di vedere la riuscita delle manifestazioni in Argentina, Mexico, Francia per il 25 anniversario del colpo di stato, rimane la cruda eredità del genocidio perpetrato dai militari e la nostra borghesia nazionale, per ordine degli EE.UU, con la complicità dei vertici della Chiesa Cattolica, Argentina e Vaticana.

Un’operazione che fece sparire nei mari e nelle fosse comuni 30.000 persone, rapi 500 figli di Desaparecidos, fucilò nelle strade 15.000, cacciò nell’esilio più di 1.000.000 (oltre ai 2.000.000 d’esiliati economici), istaurando nel paese la più bruttale repressione su tutto ciò che si opponesse, provocando anche la  tragedia della guerra nelle isole Malvinas (il 2 Aprile è il 19 anniversario); UN VERO E PROPRIO GENOCIDIO.

A 25 anni di distanza, pensiamo che ormai nessuno può negare qualcosa che sapevamo già nel 1976: il colpo di stato aveva come obiettivo imporre un sistema economico, che oggi si chiama Neoliberista, favorevole alle multinazionali che rispondono all’imperialismo USA e ai grandi latifondisti argentini, anche se altri paesi si sono beneficiati, un esempio per tutti, la FIAT. Quindi niente di “umanitario”, gli esecutori hanno utilizzato un vero pragmatismo economico.

Logicamente per fare questo, dovevano spazzare via tutte le conquiste sociali ottenute in cinquant’anni di lotte politiche e sindacali, e soprattutto dovevano eliminare tutte le organizzazioni popolari che rappresentavano i settori più deboli della società. Lo pianificarono in anticipo portandolo a termine, pero, come fecero i vertici Cattolici a consigliare questo massacro con il Vangelo è un vero mistero (che in realtà non è); come fece Pio Laghi, ambasciatore Vaticano durante la dittatura in Argentina, rappresentante della “giustizia divina” a concordare assieme all’ammiraglio Massera i voli della morte (prigionieri gettati d’aerei in mare), come modo “Cristiano di morire”?!.

Forse la risposta la troviamo nel fatto che Pio Laghi oggi è cardinale quindi papabile, e inoltre responsabile dell’educazione per il Vaticano ( in questa veste invitato dal vescovo d’Udine Corgnali nel Gennaio 1999), e allo stesso tempo il Neoliberismo si applica in tutto il mondo; mentre preti terzomondisti come Carlos Mujica, e militanti sociali, sindacali e politici delle organizzazioni della sinistra sono morti sotto le pallottole della dittatura, mentre tutta l’America Latina si trova nella miseria più spaventosa.

E lecito dire senza paura di sbagliare, che la dittatura Argentina formo parte di una vera e propria guerra, sferrata dai potenti della terra contro i popoli che cercavano l’indipendenza economica e politica. Caduto il cosi detto ”socialismo reale”, i vincitori di quella guerra oggi governano il mondo.

Sarebbe utile che chiunque pensi di avere un reale senso di giustizia, non dimentichi questo quadro inconfutabile, soprattutto per chi partendo da queste terre del nord del pianeta (volontariato), cerca di rapportarsi con il nostro paese, e con la nostra cosiddetta “democrazia” che non è altro, e non lo diciamo solo noi, che la risultante della dittatura. Il governo di Alfonsin nato sulla spinta di una forte speranza popolare, decide da subito di non rompere con i poteri economici che accompagnarono i militari, utilizzando un vecchio attrezzo di sfruttamento, l’iperinflazione. Nel confronto con le forze armate non è stato da meno, erogò le leggi OBEDIENCIA  DEBIDA e PUNTO  FINAL, liberando migliaia di torturatori e assassini, oltre al fatto di permettere il massacro dei militanti del MTP creando il caso La Tablada.

Il suo successore Menem, continua sulla stessa linea utilizzando la parità Peso-Dollaro bloccando, di fatto, il potere d’acquisto dei salari portandoli al minimo storico.E stato possibile raggiungere questa parità aumentando a dismisura il plusvalore, ricattando i lavoratori con la minaccia della disoccupazione, e l’iperinflazione. Sacrificio questo realizzato nell’altare della produttività e la competitività che, di fatto,  beneficiò solo le grandi imprese, la piccola imprenditoria è stata distrutta. Inoltre realizzò una delle privatizzazioni più selvagge al mondo, ricavando circa 20.000 milioni di Dollari finiti nelle tasche delle diverse mafie legate alla famiglia Menem lasciando la popolazione, in sostanza, senza assistenza pubblica. Tutta la struttura del suo governo si mantenne in piedi aumentando verticalmente il debito estero, che oggi e di quasi 200.000 milioni di Dollari, e sulla disoccupazione che in realtà supera il 30% (disoccupati più semi occupati ).

Sul versante dei diritti umani, le torture nei commissariati, le uccisioni nelle manifestazioni o di giornalisti per mano della stessa polizia erano una costante, violando i trattati internazionali sui diritti fondamentali i quali sono stati firmati anche dallo stato argentino.La situazione più rappresentativa è quella dei prigionieri politici de La Tablada; La Commissione Interamericana dei Diritti Umani ordinò al governo Menem di liberarli, cosa che rifiutò sistematicamente. Mantenendo una profonda coerenza con la sua prima azione di governo, l’indulto ai generali esecutori del genocidio in Argentina.

L’attuale governo di De La Rua, nato anche questo con una certa speranza popolare, subito tradita una settimana dopo il suo insediamento con l’uccisione di quattro manifestanti disoccupati, per mano della stessa polizia, in un’azione repressiva ordinata dal ministro dell’interno. Sul versante economico prosegui nella linea ultra liberista, per arrivare nelle ultime settimane ad’annunciare il taglio di 4,5 miliardi di Dollari alle già esigue spese pubbliche, provocando l’ira della popolazione riversata nello sciopero generale del 21/3. Non contento annuncio il cambio del ministro d’economia per il famigerato Domingo Cavallo, ex economista della dittatura, proprio a pochi giorni del 25 anniversario del colpo di stato. Forse un’ulteriore provocazione?.

Oggi sappiamo che i colpi di stato in America Latina  servirono anche a depositare la pietra fondamentale per la globalizzazione, nata macchiata con il sangue di una generazione che si oppose con tute le sue forze. Sangue che si aggiunge a quello  versato quotidianamente dal sud del mondo nell’altare del mercato globalizzato. Loro avevano ragione ad’ opporsi è  proporre una società radicalmente diversa, proprio dal punto di vista del diritto fondamentale più importante, quello alla  vita.

Pero, il sacrificio non è stato in vano, c’è una luce nel tunnel, loro sono presenti in ogni manifestazione, sciopero, occupazione o barricata, a Buenos Aires, Porto Alegre o Napoli.

Stimola il  nostro sentimento più profondo, la speranza, vedere quei vecchi compagni, nostri fratelli, sopravvissuti alla dittatura sfilare insieme alle giovani generazioni, il 24  Marzo, sotto le nuove o vecchie sigle gridando, dimostrando ancora una volta che non c’è  imperialismo che possa ammazzare la nostra dignità Latino Americana.

In quella piazza storica, con i 100.000 manifestanti, sommiamo la nostra voce a un grido pieno di verità:

 COMPAÑERO   DESAPARECIDO…PRESENTE!!!       AHORA   Y   SIEMPRE.

                                                                                                                                                                                                                                                  Ass. Argentina  Vientos del Sur”

 PD: Niente di tutto ciò che abbiamo fatto sarebbe stato possibile senza la vostra collaborazione e sostegno, un grazie di cuore a tutti, in particolare:

Alberto Chicayban, Claudio Ganis, Ricardo Nicastro, Celia Cicuttin, Michele Sangoi, Sofia Cicuttin, Daniel Cicuttin, Adriana Natale, Maria Pia Tamburlini, Anna Mazzolini, Silvia Mazzolini e Roberto, Assunta Biasutti, Elsa Ferrazzano, Luca Grattoni, Antonio Liguori.

 Vogliamo anche rivolgere un saluto alla nascita di “ESTRELLA” organo d’informazione regionale dell’Ass. Nazionale di amicizia Italia-Cuba del FVG, un compagno di cammino nella lotta per la giustizia in America Latina, rivolgersi a: Coordinamento regionale Enzo del Medico Tel /Fax 0432-940396, e-mail  edment@tin.it, Circolo Alto Friuli  Walter Persello Tel. 0432- 948053 e-mail wapers@libero.it , Circolo di Trieste 040-367335.

Un abbraccio fraterno e auguri di buon lavoro.