Polemiche, accuse e manifestazione contro Pio Laghi

MURO DI GOMMA

 

Le polemiche di questi giorni riguardo al cardinale Pio Laghi, e le accuse che ci rivolgono il monsignor Duilio Corgniali sul Messaggero Veneto del 28 gennaio, dimo­strano ancora una volta quanto sia grande il muro dell’impunità instaurato attorno alla dittatura argentina, e non solo. Il significato della parola “memoria” è troppo importante per essere usato con la superficialità e i secondi fini con cui lo utilizza il monsignor Corgnali.

Forse lui non si ricorda che la Chiesa cattolica è debitrice nei confronti dell’America Latina, fin dal momento in cui Colombo ha mosso piede nella “nostra terra”, con la spada in una mano e nell’altra una croce. Il monsignor Corgnali non può dimenticare il sacrificio e la morte orrenda di tanti giornalisti e scrittori quali Rodolfo Walsh o Haroldo Conti che lottarono durante e contro la dittatura, allo stesso modo di tanti operai, gente del popolo, che oggi fa parte dei 30.000 desaparecidos. Ciò che non possiamo sopportare è che il monsignore non ricordi il tributo di sangue pagato dalle nostre Madri coraggio, prima con il sangue dei propri figli, poi con quello delle pro­prie compagne dell’associazione, versato perché denunciarono in quel momento il genocidio che stava realizzando a dittatura ar­gentina. In quel momento l’istituzione cattolica,suo vertice. voltò le spalle al genocidio in America Latina, e anche al sacrificio di tanti uomini e donne che cercarono di resistere. Le accuse che le Madri di Plaza de Mayo rivolgono al cardinale Pio Laghi sono concreto e ufficiali. Esse presentarono a denuncia noi marzo 997 o! Ministro di Grazia e Giustizia FIick e al Vaticano contro Pio Laghi, nella quale Io accusavano di complicità con la dittatura, Nel documento ci sono testimonianze dì ex detenuti scomparsi che hanno visto Pio Laghi visitare campi di concentramento, quindi lui sapeva e non denunciò, Inoltre nella sua confessione, il capitano di corvetta Scilingo afferma che la decisione di buttare a mare vivi i detenuti da aerei dell’aviazione navale, fu comunicata dall’ex comandante d’operazioni navali, vice ammiraglio Luis Maria Mendia. Scilingo afferma che questa decisione tu presa dopo aver consultato le autorità ecclesiastiche, che approvarono il metodo come “una forma cristiana di morte”. Tutto ciò accadde durante il mandato dell’ammiraglio Emilio Massera, amico dì Pio Laghi, con cui giocava a tennis. Basta pensare ai significato delle parole pronunciate da Pio Laghi (riportate dalle Madri nel docu­mento) nell’omelia del 21 giugno 1976, tre mesi dopo il colpo di Stato, quando diede la benedizione alle forze dell’esercito: “Il Paese ha un’ideologia tradizionale e quando qualcuno pretende di imporre un’altra ideologia, diversa e strana, la Nazione reagisce come un organismo, con anticorpi di fronte ai germi, generando così la violenza, I soldati compiono il dovere prioritario d’amare Dio e la Patria che si trova in pericolo. Non solo si può parlare d’invasione di stranieri, ci sono anche invasioni d’idee che mettono in pericolo i valori fondamentali. Questo provoca una situazione d’emergenza e, in quelle circostanze, è applicabile il pensiero d’otto. Tommaso d’Aquino. che insegna che in quei casi l’amore per la Patria equivale all’amore per Dio”, Le responsabilità del genocidio in Argentina vanno molto al di là della mano che lo commise ma, per vedere questo, ci vuole una memoria lunga e fertile, soprattutto “coerente”, monsignor Corgnali. E queste due parole fondamen­tali, memoria e coerenza, erano ben presenti in tutti noi che abbiamo manifestato davanti alla Curia di Udine contro Pio Laghi. Proprio perché non dimentichiamo e non perdoniamo. ,Alcuni membri della nostra Associazione e alcuni amici hanno tentato di entrare nella sala dove Pio Laghi teneva la conferenza, i poliziotti non li hanno lasciati entrare. I prelati di Udine avevano ordinato di tenerci fuori. Perché questa paura? Non riescono a guadarci in faccia? Dopo questo rifiuto, le donne di Vientos del Sur e alcuni amici hanno indossato il fazzoletto bianco proprio per affinità di idee e sentimenti con quelle Madri che in quel momento sentivano più vicine che mai, o pochi passi da uno dei responsabili dell’uccisione dei loro tigli. Proprio per far ricordare a Pio Laghi che le Madri e i loro tigli sono nel cuore di ogni latino-americano che non dimentica, e ogni volta che incrocerò uno di noi dovrà gUardare in faccia il genocidio e ricordare per sempre le sue orrende responsabilità.

Associazione Argentina Vientos del Sur Comitato Direttivo