Genova: La cruda faccia del potere

 

 

 Lo sgomento, la rabbia, il dolore, ma soprattutto il lutto investe in profondità tutti i manifestanti delle organizzazioni che hanno aderito al Genoa Social Forum in tutta Italia e qui a Udine.

 Rispediamo al mittente, con tutta la nostra forza, le parole vuote, d’occasione e tra l’altro inopportune pronunciate da Berlusconi e da tutta la sua compagine dopo l’assassinio di Carlo Giuliani.

Condanniamo come un atto di barbarie l’attacco di sabato sera alla sede del GSF condotto dalla polizia per cercare di screditare il movimento nonviolento, come una vera e propria montatura che il governo di destra sta cercando di costruire, sul sangue dei manifestanti; lo stesso questore di Genova ha dichiarato nel suo rapporto di non aver trovato armi nella sede.

Il Blocco Nero é totalmente estraneo a tutti noi e rappresenta l’ennesimo pretesto che i potenti del mondo hanno trovato per attaccare ciò che a loro fa veramente paura: il movimento, la crescita di una coscienza critica nel mondo verso le loro politiche di fame e d’esclusione.

 L’abbiamo dichiarato dall'inizio, volevamo un'iniziativa non violenta come metodo di protesta e di costruzione politica, mentre ascoltavamo i continui richiami strumentali per la pace, fatti dal governo per cercare di dividerci. Mentre si mostravano dialoganti, blindavano Genova, preparando il campo per la repressione.

Noi abbiamo mantenuto la nostra parola: 300.000 persone hanno manifestato pacificamente, denunciando la povertà dell'80% di questa umanità. Il governo ha scatenato la sua polizia, che si è comportata come qualsiasi forza repressiva Latino Americana, usando le stesse tattiche, ma l'Italia non è il Sudamerica delle dittature degli anni '70.

Oggi un padre, sindacalista per una vita, piange con dignità suo figlio ucciso dai carabinieri, centinaia di feriti, una città messa a ferro e fuoco. Tutto questo ha un colpevole: il governo Berlusconi, del quale chiediamo le dimissioni.

Le testimonianze documentate abbondano: campo libero al Blocco Nero, mentre distruggeva auto e vetrine, testimonianze oculari li hanno visti uscire tranquillamente da cellulari, caserme o parlare amichevolmente con poliziotti. Mentre le cariche ed i pestaggi a sangue cadevano solo sul corteo pacifico del GSF.

Carabinieri infiltrati, vestiti con magliette del Che Guevara e la pistola nella cintola, sono stati visti all'interno della zona rossa dove nessun manifestante è arrivato e in seguito visti all'interno del corteo.

Perché hanno mandato carabinieri di leva, poco più che ventenni, in una situazione così difficile?

Perché non avevano pallottole di gomma, solo piombo?.

Tutto questo si fa quando si cerca di creare ad hoc una situazione tragica per poi reprimere il vero obiettivo politico: in questo caso il Genoa Social Forum.

Fini parlò di legittima difesa del Carabiniere che uccise Carlo Giuliani, noi condividiamo le parole del padre, ci fa una profonda pena quel carabiniere, ventenne e di leva, i veri responsabili si trovano molto più in alto di lui. Sappiamo che in questo momento c’è una parte dei poliziotti che prova un profondo disagio per l’accaduto di questo fine settimana.

Chiediamo a Fini: non dovrebbero invocare anche i manifestanti la legittima difesa, dopo essere stati trascinati fuori dal corteo, messi in un angolo e pestati a sangue dalla polizia, seduti per terra con le mani alzate, presi a calci in testa fino a svenire, come mostrano chiaramente i filmati e come abbiamo visto con i nostri occhi?

Invece non l’hanno fatto! Hanno resistito, lasciando il proprio sangue sull’asfalto.

Stiamo parlando di un vecchio film, visto e rivisto nell'arco della storia: ogni volta che i potenti vengono messi a nudo nella loro ipocrisia, scatenano i fascismi che covano nelle maglie del sistema, pagati da loro stessi.

Se traduciamo questo in politica regionale, non possiamo dimenticarci di Claudio Cristin, che a Trieste due anni fa si è visto sparare a bruciapelo un lacrimogeno, che lo lasciò una settimana in coma, perché manifestava la necessità di un centro d'accoglienza, degno di questo nome, per gli extracomunitari.

  Il G8 esce sconfitto da questa prova, costretto a fare aperture di facciata, elemosine verso i “poveretti ” del sud del mondo. Ancora ipocrisie.

La nostra più grande soddisfazione è quella di vedere, mentre tenevamo testa ai potenti del mondo, decine di città in tutto il mondo manifestare insieme a noi, per lo stesso motivo:

contro la globalizzazione, il neoliberismo, per l’annullamento del debito dei paesi del terzo mondo, per una società più ugualitaria.

Sicuramente sta nascendo una nuova forma d'internazionalismo, ispirata profondamente al Forum Mondiale Sociale di Porto Alegre.

 In questo momento non siamo felici, oggi un ragazzo ventenne non c’è più, non ha più la possibilità di trovare la sua strada per la vita, era uno che come noi sognava un mondo migliore.

Allo stesso tempo, siamo consapevoli che in questo fine settimana con il Genoa Social Forum abbiamo conquistato una vittoria umana, politica e storica, che nessuno potrà infangare.

 

Adesso, con un’altra cicatrice nell'anima, guardiamo il futuro.

 

 

                                                                                                                    Udine Social Forum