DA DOVE ARRIVANO LE MADRI DI PLAZA DE MAYO

 

“Da quanto tempo sono con gli occhi bendati? Cos’è quest’assordante rumore? Un aereo, un elicottero, un trapano che sta per bucarmi la testa”?

Questo pensava Manuel, solo 22 anni, ammanettato e con gli occhi coperti da una lurida benda oramai sporca di sangue, trascinato dai due gorilla in uniforme della marina argentina.

Lo tenevano sotto le ascelle e ridendo lo accompagnavano sopra l’elicottero che stava aspettando da circa un quarto d’ora.

Ora, mentre il velivolo si stacca dalla terra intuisce dove si trova.

Si domanda dove lo porteranno, ma non prova neanche a chiederlo, tanto non gli dicono nulla da giorni.

Dopo lunghi interrogatori per avere notizie, per conoscere nomi degli appartenenti all’opposizione non vogliono dare nessuna spiegazione, niente.

Li sente ridere e la puzza d’alcool riempie presto il piccolo abitacolo.

Manuel, sempre bendato, non vede dove si stanno dirigendo, ma sente fortemente come delle urla nella testa che una meta c’è, e la sente avvicinarsi sempre di più, lo intuisce perché le grida diminuiscono man mano che il tempo passa.

Quasi, Manuel, spera non finiscano mai, per quanto tremende esse siano!

Sente che quel silenzio prefigura qualcosa di orribile.

Ora pur sapendo di non essere sentito, né di ricevere risposta chiede: “Dove mi portate”? “Dove mi portate?”

L’elicottero non va più avanti, da qualche minuto gira attorno ad un punto, Manuel si stupisce che non scende o non va oltre

Di colpo silenzio, smettono di parlare fra loro e dopo pochi secondi si sente la voce di uno che comunica alla radio: “Pronto, Generale, siamo sull’obiettivo”.

Dall’altra parte risponde una voce secca senza anima né onore: “Proseguite”.

Finita la breve comunicazione torna il silenzio e il rumore dello sportello che si apre lo si avverte in maniera inequivocabile.

L’aria fredda e salmastra colpisce in pieno il volto di Manuel e da questo percepisce di trovarsi in mezzo al mare, e solo da questo lo capisce, non può vedere che si tratta di una splendida serata, le luccicanti stelle sono particolarmente lì a portata di mano, sembrano aspettare quella di Manuel per portarselo via, ma lui non vede e non sente questa sera.

I bruti lo afferrano ancora da sotto le ascelle ed avvicinato di più allo sportello aperto, viene scaraventato fuori, contemporaneamente si accorge che continua a non vedere, ad avere le mani legate dietro la schiena.

Solo le gambe precipitando si aprono in un estremo tentativo di fermare quella mortale caduta.

Non sente altro perché il contatto con l’acqua del mare è crudo, brutale, violento, inumano.

Il freddo viene come assorbito dalla paura per quella morte e dal desiderio di risorgere, magari nelle sembianze della propria madre, della propria nonna o sorella, del proprio fratello o figlio, comunque per continuare a combattere contro la Giunta dei generali, assassini ed argentini.

 f.giordano@tiscali.it