DENTRO DEL FORUM SOCIALE MONDIALE
Dal
1958 al 1973, senza eccezioni, tutti i paesi dell'America Latina sono
caduti sotto regimi militari come conseguenza delle manipolazioni
americane. Con la politica di sicurezza nazionale per evitare il modello
cubano, i nostri generali, formati nelle scuole di Panama, Miami o West
Point, costituivano una e asta al di sopra la costituzione governando
con il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale.
I prestiti esteri per gigantesche opere, molto spesso inutili,
erano obbligatori come mezzo per aumentare la dipendenza politica ed
accontentare gli investitori internazionali.
Così, per molti versi, il Brasile è stato un laboratorio della
globalizzazione. Buona parte dell'economia brasiliana negli Anni '70,
dopo la dittatura militare cominciata nel 1964, era già controllata
dalle multinazionali e dalle banche, proprietario di un alto percentuale
delle terre e delle industrie. La tutela dell'ambiente era considerata
un ostacolo al progresso e allo sviluppo industriale,una sorta di
perversione contro l'interesse pubblico.
Stimolato dal governo, il mercato finanziario dei tempi del
miracolo brasiliano regalava grandi profitti nel giro di carta e moneta.
Sovraccaricare di tasse gli investimenti produttivi e tagliare la spesa
sociale era la normale routine nei piani economici destinati al
controllo dell'inflazione generata nelle proprie politiche
governamentali. L'abisso fra ricchi e poveri è cresciuto
spaventosamente ed il debito all'estero ha preso il primato nella storia
dell'umanità. Questa è la radice del Brasile dei bambini di strada e
della miseria paradossale in un contesto di risorse naturali
invidiabili. Dunque, la scelta di una città brasiliana per ospitare un
Forum Sociale Mondiale in contrario ad un Forum Economico Mondiale,
realizzato in Svizzera dagli agenti della globalizzazione, è stata
molto significativa. Inoltre, la città brasiliana scelta. Porto Alegre,
costituisce un'isola latino-americana di qualità di vita, di dignità e
rispetto all'impegno sociale.
Governata dalla sinistra da dodici anni. Porto Alegre ha
impostato un modello creativo di sviluppo locale, basato sulle decisioni
della cittadinanza, che sfida il presidenzialismo imperiale di Fernando
Henrique Cardoso, il cui metodo di governo può essere definito
dall'espressione politica del violino: prendere con la sinistra e
suonare con la destra (ultimamente gli italiani hanno imparato qualcosa
a rispetto). Il
Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre, dove sono stato dal 25 al 30
Gennaio, si svolgeva dentro del enorme Centro Eventi dell'Università
Cattolica e proponeva quattro grandi assi tematici universali, ciascuno
compreso da quattro difficilissime domande da affrontare all'interno di
408 laboratori e nelle assemblee generali: Asso
1 : La Produzione delle Ricchezze 1.Come
costruire un sistema di produzione di beni e servizi per tutti? 2.
Che tipo di commercio internazionale vogliamo? 3.Che
tipo di sistema finanziario è necessario per assicurare l'eguaglianza e
lo sviluppo? 4.Come
garantire le multiple funzioni della terra? Asso
2: L'Accesso alle Ricchezze e la Sostenibilità 1.Come
tradurre lo sviluppo scientifico in sviluppo umano? 2.Come
garantire il carattere pubblico dei beni comuni all'umanità ed impedire
ohe siano trasformati in mercanzie? 3.Come
promuovere la distribuzione delle ricchezze per assicurare una vita
degna a tutti? 4.Come
stabilire il controllo sociale sull'ambiente? Asso
3: L'Affermazione della Società Civile e degli Spazi Pubblici 1.Come
rendere forte la capacità d'azione delle società civili e la
costruzione dello spazio pubblico? 2.Come
assicurare il diritto a l'informazione e la democratizzazione dei mezzi
di comunicazione? 3.Come
assicurare il diritto all'identità e alla diversità? 4.Come
garantire l'identità culturale e proteggere la creazione artistica
della mercantilizzazione? Asso
4:11 Potere Politico e l'Etica nella Nuova Società 1.Quali
sono le fondamenta della democrazia e di un nuovo potere? 2.Come
democratizzare il potere mondiale? 3.Quale
sarà il futuro degli Stati-Nazioni? 4.Come
mediare conflitti e costruire la pace? In
un primo momento sono rimasto disorientato dovuto alla quantità di
possibilità di partecipazione. Potevo
scegliere liberamente dalla problematica dei transgeniei fino alla
questione del diritto autorete associato alle nuove tecnologie, oppure
prendere parte alle discussioni attorno alla e o politica nell'ambito
del continente americano ascoltando dal vivo, per esempio, gente delle
FARC. Si poteva parlare con Eduardo Calcano acanto a Siedile, del
Movimento dei Senza Terra, o conferire con Bove sulla resistenza dei
contadini europei.
Per rendere la decisione più difficile non c'era neanche una
proposta di laboratorio che sembrasse poco stimolante. In ogni settore
si poteva trovare gente giovane e grande venuta di tutto il mondo, con
esperienze molto diverse da raccontare ed interessanti punti di vista
condizionati da realtà distinte.
Per una questione di coerenza con gli interessi della
Cooperativa, ho scelto di iscrivermi (a) nel Laboratorio che riguardava
il campo educativo nell'assistenza a soggetti deboli. Siccome potevo
ancora spendere alcune ore in un'altra attività, chiesi di (b)
partecipare al Laboratorio di tecnologie per la formazione di leaders
impegnati nella trasformazione delle comunità. Nel
primo Laboratorio ho trovato operatori con diverse competenze nell'area
specifica di Salute Mentale ed anche altri dedicati a bambini e giovani
in situazione di marginalità, incluso prostituzione e delinquenza. Il
compito dell'attività era quello di stabilire con gli operatori una
rete destinata a impostare l'attuazione in gruppo per rendere più forte
la lotta all'esclusione, oltre a promuovere un supporto interno offerto
dagli stessi operatori, bisogno paradossalmente sempre dimenticato da
medici, psicologi, sociologi e manager del settore sociale. Abbiamo, lungo cinque giorni, abbinato la tecnica di Psicodramma, che proponeva esercizi di integrazione, alla Musicoterapia per ottenere più efficienza nell'aspetto della comunicazione non verbale. Alla fine è stato ottenuto un protocollo d'azione destinato a moltiplicare l'esperienza e cercare la costruzione di reti più ampie con altri operatori nei tenitori. Nell'ambito
del secondo Laboratorio, con la partecipazione di agricoltori senza
terra, volontari,insegnanti e mèmbri di comunità emarginate di diversi
paesi: si trattava di ascoltare e discutere ' relazioni sull'esperienza
di scuole particolari. Queste scuole sono basate sulla Pedagogia
dell'Oppresso di
Paolo Freire dove il normale contenuto scolastico convive con lo sforzo
di organizzare, rendere operativi e cosciente per la liberazione della
situazione di miseria. La settimana è volata. Però, mi sono trovato dentro dell'ultima assemblea del Forum, la mattina del giorno 30 Germano, con la sensazione di aver lavorato in qualcosa molto importante del punto di vista politico. Nella chiusura dell'ultimo dibattito sulla mediazione di conflitti e la costruzione della pace, il rappresentante di Israele, Sergio Yahni ha detto: - "Il nostro problema più grande è che
i diritti del popolo sono basati nelle tradizioni etniche delle persone.
Abbiamo due opzioni: o cent'anni di guerre oppure un cambiamento
strutturale passando da un'etnocracia ad una democracia. La pace è un
interesse comune dei popoli perché nessun popolo può vivere sostenuto
dalla indignità". Credo
che l'intervento di Yahni riesca ad andare molte oltre al conflitto fra
palestinesi ed israeliani, se lo capiamo come critica ad un mondo che
propugna un'omogeneità delirante, fregandosi delle differenze. La
indignità è ancora la moneta di valore più alto nel mercato
internazionale.
Alberto
Chicayban
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