|
Udine, 22 marzo 2006
Nota del Segretario dell’UST-CISL dell’Udinese e Bassa Friulana Roberto MuradoreNel trentesimo anniversario del Colpo di Stato in Argentina
Sono passati trent’anni da quando un colpo di stato instaurò in Argentina una spietata dittatura militare. Il 24 marzo del 1976 il Generale Jorge Rafael Videla prese il potere, un potere assoluto che durò sette lunghi anni di vero e proprio orrore. In quegli anni trentamila persone scomparvero, altre diecimila morirono combattendo, oltre un milione e mezzo di argentini andarono in esilio, furono attrezzati 365 campi di concentramento, i prigionieri “politici” furono diecimila e cinquecento bambini nacquero da madri imprigionate alle quali furono in gran parte strappati per essere affidati alle famiglie dei carnefici.
Perchè tutto questo? Per la follia sanguinaria di qualche generale? No! I golpisti rispondevano a interessi economici internazionali e alla oligarchia nazionale.
Anche dopo il 1983, anno in cui finì la dittatura di Videla, in Argentina si continuarono a contare a migliaia i prigionieri politici e vennero messe in pratica politiche economiche e sociali di mero stampo neo-liberista, seguendo pedissequamente i dettati del Fondo Monetario Internazionale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti e dicono di un Paese che tutt’ora rischia una limitata sovranità nazionale avendo un debito estero tanto enorme da essere insostenibile, di una disoccupazione spaventosa, di una popolazione che per il 50% vive in stato di povertà, di una mortalità infantile altissima e di denutrizione.
Ciò in un Paese che ha risorse per sfamare ben più del popolo argentino!
L’esempio tragico e perfetto dell’Argentina ci fa capire come la pratica delle teorie neo-liberiste, sia per mano militare che per via democratica, non portano proprio a nulla di buono!
Ritornando alla dittatura di Videla va rimarcato come i colpevoli di atti orrendi contro la popolazione sono stati a lungo impuniti grazie a leggi dello Stato quali quelle del “Punto Final” e dell’ “Obediencia debida”, oltre che a vari indulti. Nel 2003 la Corte Costituzionale, dopo una lunga e generosa lotta popolare, ha dichiarato incostituzionali queste leggi.
Oggi in Argentina sono circa mille i processi aperti, con più di millecento imputati.
Ed è per onorare la Resistenza Argentina di quegli anni, per far sì che il sacrificio e l’eroismo di troppi “desaparecidos” non venga dimenticato che la CISL di Udine ha patrocinato e sostenuto l’Associazione Argentina “Vientos del Sur” nell’organizzazione del concerto APARECIDOS che si terrà allo Zanon il 31 marzo. In quest’occasione saranno raccolte libere offerte per sostenere il processo contro i responsabili del brutale assassinio di Floreal Avellaneda, un giovane di soli 14 anni che, colpevole di essere un militante della gioventù comunista e figlio di un sindacalista, fu torturato e ammazzato nell’aprile del 1976.
Il Segretario dell’UST-CISL Roberto Muradore
------------
Intervento di IRIS MORASSI, nel concerto "Aparecidos" per il trentesimo anniversario Segretario Generale UST-CISL Udinese e Bassa Friulana
"Il terrorista non e’ solo chi porta il fucile o mette una bomba, e’ anche colui che diffonde idee contrarie alla civiltà occidentale ............ in argentina morirà il numero di persone necessario per conseguire la sicurezza del paese."
Questa delirante e spietata affermazione del generale Jorge Rafael Videla, purtroppo, si concretizzò.
Il 24 marzo del 1976 un colpo di stato instaurò in argentina una dittatura militare feroce e sanguinaria.
Durante sette interminabili e terribili anni imperversò l’ orrore.
Trentamila persone scomparvero, letteralmente scomparvero.
Diecimila altre persone morirono combattendo.
Un milione e mezzo di argentini furono costretti ad abbandonare il loro paese.
Vennero approntati 365 campi di concentramento, meglio sarebbe definirli campi di sterminio.
I prigionieri politici furono almeno diecimila.
Cinquecento bambini vennero alla luce nei campi di concentramento e molti di questi furono strappati alle madri e consegnati alle famiglie dei carnefici.
Non puo’ e non potra’ essere che tutto questo venga rimosso dalla coscienza collettiva e individuale, di ognuno di noi.
Deve essere tenace l’impegno per far sì che i colpevoli di tante nefandezze non restino impuniti e deve essere altrettanto forte la volontà di non dimenticare il coraggio e l’eroismo di quanti si opposero alla dittatura militare.
La resistenza argentina, perche’ di vera resistenza si tratta, deve trovare il giusto rilievo e il sacrosanto posto che le spetta nella storia e nella memoria.
Anche perche’ cosi’ facendo non solo si onorano, doverosamente, i caduti, ma si trae da quei tragici avvenimenti un insegnamento per il futuro.
Non vi e’ repressione, per quanto brutale, perpetrata nei confronti di un popolo allo scopo di assoggettarlo ed annichilirlo, che sia riuscita ad annullarne l’identità, la dignità e il desiderio di libertà e di giustizia.
Non ci riuscirono in Europa il fascismo e il nazismo, non ci sono riusciti in argentina i generali al soldo di grandi interessi economici internazionali e dell’oligarchia nazionale.
La lotta contro l’esclusione, la povertà e le tirannie è faticosa, dolorosa e pare proprio non finire mai........
L’orizzonte, a volte, sembra troppo lontano.
In quei momenti di sconforto ricordiamoci di quanti hanno sacrificato la vita per un mondo non più oscurato dalle dittature, dalle guerre e dai soprusi, ma illuminato dalla democrazia, dalla pace e dalla giustizia.
Per questi ideali il popolo argentino ha dato il suo pesante tributo di sangue e ancora si impegna e lotta.
E noi siamo insieme a loro, insieme a tutti quelli che, in ogni parte della terra, si impegnano per un mondo migliore.
|