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Argentina: 29-12-2001 Il Grido dei Condannati della Terra Nessuno si deve sorprendere. Uttilizzare la parola "condannati" credo sia più preciso, non esclusi o diseredati, vale a dire una maggioranza della popolazione mondiale messa in modo voluto e cercato, da un sistema economico che ha responsabili chiaramente definiti, nella situazione di dover lottare per la propria sopravvivenza individuale e collettiva. A partire da questa fredda e maledetta fotografia, bisogna leggere ciò che accadde in Argentina in questi giorni, vale a dire un paese colonizzato che si ribella per la propria sopravvivenza. Non una manica di ladri o teppisti, come qualche "ben pensante" nei mezzi di comunicazione ufficiali sta cercando di far credere, NO!!, una vera sommosa popolare, variegata, dove i ceti medi degradati, i disoccupati, lavoratori precarizzati, giovani senza prospettive, pensionati, esclusi d’ogni genere, tutti i settori condannati, si sono sollevati, ribellati contro un sistema economico omicida, contro tutta una dirigenza politica corrotta e denigrata, quindi una crisi economica e politica, oltre che istituzionale. Di fronte a tutto questo, sono quasi ridicole (o tendensiose) le manifestazioni di "sorpresa" che molti "autorevoli" esprimono, sia sul tracollo del"miracolo Argentino", come sulla repressione scatenata contro i manifestanti. L’ex presidente De la Rua appartiene ad un partito ( Union Civica Radical ) che nell’arco della sua lunga storia, si è macchiato di omicidi di massa. E il caso dei lavoratori del campo raccolti nella mitica FORA, 80 anni fa in uno sciopero storico contro i latifondisti allevatori di pecore nella Patagonia. Questi lavoratori chiedevano il rispetto di un contratto collettivo firmato dai terratenenti, che prevedeva diritti, che oggi verrebbero considerati minimi. Il governo Nazionale dell’epoca, presieduto dall’UCR, ordinò ai militari lo sterminio di tutti i dirigenti sindacali e delegati, con fucilazioni molto ben documentati dallo scrittore Osvaldo Bayer nel libro La Patagonia Rebelde. Purtroppo non è l’unico caso. Nel 1955 l’UCR appoggiò più o meno tacitamente il colpo di stato contro Peron, voluto e sostenuto dagli Stati Uniti e i vertici della Chiesa Cattolica, che portò il paese ad un vero bagno di sangue durante la cosi chiamata Resistencia o nelle fucilazioni sommarie realizzate in diversi punti del paese. Nel 1976 l’UCR si fece portavoce di quel malcontento della media borghesia argentina, che chiedeva "sicurezza" di fronte al movimento di masse, ai rivoluzionari che spingevano per un vero cambiamento del paese, cioè l’indipendenza definitiva. Ancora una volta si misero dalla parte delli interessi USA e dei terratenenti che chiedevano il colpo di stato, scatenando i militari in un vero e proprio genocidio, che costò la vita a 30.000 Desaparecidos, 15.000 fucilati e 1.500.000 d’esiliati. Saliti al potere nel 1983 con ciò che rappresentava una specie di "sinistra interna" dell’UCR, di cui Alfonsin, vincitore alle elezioni, era esponente, anche se i lider giovanili che la rappresentavano sono stati ammazzati dalla dittatura. Il nuovo presidente tenta un processo contro i militari argentini responsabili del genocidio, per cedere subito alle pressioni di alcune rivolte nelle caserme. La risultante della sua gestione furono le due leggi di Obediencia Debida e Punto Final, che liberarono, di fatto, centinaia di torturatori e assassini. Nella stessa gestione di De la Rua come prima in quella di Menem, le forze di sicurezza uccissero manifestanti in più occasioni, e le denuncie di torture realizzate nei commisariati si moltiplicarono, arrivando al punto di scoprire macchine della polizia con gli atrezzi gia pronti per torturare con lo shock electrico ( picana ) . Sarebbe stata una vera sorpresa che, di fronte alla ribellione popolare di questi giorni, i Radicali non si fossero appellati alle forze di sicurezza per schiacciare i manifestanti. In realtà sono stati coerenti con la propria storia. Da un punto di vista economico si parla del traccollo di un sistema sotto il peso di una pesantissima corruzione a tutti i livelli. Questa è solo una piccola parte della verità, che se non è completata dal quadro complessivo, punta a lasciare libero di responsabilità tutti quelli che hanno voluto e imposto il Neoliberismo in Argentina, oltre alla chiara barbarie di questo sistema. In altre parole, secondo alcuni analisti servili al sistema il problema è la mano non il cervello. Pochi vogliono affermare che l’economia Argentina è stata delineata dalla dittatura militare, secondo le volontà USA, e guidata dal famigerato ministro d’economia Martinez de Hoz, di cui Cavallo era un collaboratore, già ai tempi della dittatura. Vale a dire, in parole povere, una generazione intera d’argentini finiti nelle fosse comuni o lanciati dagli aerei nei mari, tutte le organizzazioni popolari distrutte, con la complicità dei vertici cattolici, le multinazionali( comprese quelle Italiane) per imporre le privatizzazioni, lo smantellamento dello Stato, la distruzione dell’industria nazionale, la creazione del debito estero e le condizioni per il suo aumento, continuo e sistematico. Non è azzardato affermare che il debito estero imposto in questo modo, compie la stessa funzione delle Caravelle di Colombo. Questo è il punto di partenza del modello economico che tutti i governi"democratici" hanno continuato scrupolosamente, mantenendo una chiara linearità con la dittatura, anche dal punto di vista dei diritti umani, visto che i carcerieri argentini hanno continuato a vedere prigionieri politici, casi di tortura, omicidi sommari e perfino fucilazioni di bambini di strada per mano della polizia, com’è stato denunciato da alcuni giudici. Devono rimanere in chiaro i fallimenti del sistema economico: Le ricette del Fondo Monetario, privatizzazioni, tagli strutturali, non funzionano visto che l’Argentina è il migliore allievo della classe per il FMI. Il vergognoso e interessato sostegno dei governi Europei e delle Socialdemocrazie alle elites politiche argentine (al centro sinistra di De La Rua o alla destra di Menem) , corrotte e incapaci che non hanno saputo amministrare la crisi, anzi approfitarono per arricchirsi personalmente. Quindi non è tollerabile che da questa crisi escano indenni, senza colpa, il Fondo Monetario Internazionale, quindi gli USA, e il nostro "super ministro " Cavallo. Quando, qualcuno accusserà questi personaggi di Terrorismo Economico?!.Visto i risultati devastanti delle loro politiche. Adesso che cosa succederà in Argentina?. Anche su questo mi sembra utile la storia. Rodriguez Saa gode una fama di buon amministratore in alcuni ambienti, ma è un grosso terratenente appartenente al Partido Justicialista, che negli ultimi vent’anni ha perseguito una politica esattamente contraria a quella di Peron negli anni quaranta. Per una semplicisima ragione, l’attuale PJ rappresenta la destra fascista del Movimiento Peronista degli anni 70, quella che insieme con Lopez Rega i burocrati sindacali crearono la famigerata Alianza Anticomunista Argentina, per dare la caccia alla sinistra del movimento, che contava con dirigenti conosciuti anche qui in Italia come Juan Gelman, Miguel Bonasso, Ortega Peña, Rodolfo Walsh e altri. Cuando la AAA si alleò ai militari, fornendo insieme a quei sindacalisti informazioni e dati, la sinistra del Movimento Peronista fu distrutta, insieme alle altre organizzazioni. Anche se Montoneros riusci a resistere più tempo alla dittatura, portati sul piano della sola lotta militare, subirono anche loro la sconfitta. La destra Peronista, passò indenne la dittatura, per controllare il partito e poi prendere il potere con Menem. Quindi partendo da questo dato della storia recente, e da ciò che abbiamo visto del Menemismo, sotto il quale anche Saa si è protetto, mi permetto di diffidare profondamente, di percepire che le sue prime dichiarazioni puntano già alle elezioni di Marzo. Conferma questa idea il fatto che si stiano riciclando nel nuovo governo personaggi molto discussi, e il mantenimento di manovre economiche, come il blocco dei conti correnti o la terza moneta, alle quali i manifestanti hanno risposto con vigore, attaccando il parlamento. Il dato in contro tendenza e il dialogo aperto con le Madres de Plaza de Mayo, e l’arresto del famigerato capitano Astiz, azioni politiche da seguire con interesse, solo che a questo punto de la storia dopo tante manovre demagogiche che alla fine si sono concluse con ulteriori misure di protezione ai militari, mantenendo la indegna e insoportabile impunità, da parte di tutti i governi democratici Argentini.Anche qui, mi sembra che diffidare sia un obbligo. Penso che il popolo Argentino stia facendo uso del suo sacrosanto diritto sovrano di abbattere un governo, che rappresentava una dittatura Neoliberale, voluta dai nostri politici corrotti, dalle banche nazionali e intenazionali e da Washington, con gli unici metodi che gli sono rimasti dopo una lunga serie di lotte in tutto il territorio del paese, dai Piqueteros alle Madres de Plaza de Mayo, dagli innumerevoli scioperi generali alle manifestazioni di massa. Hanno alzato la testa, dicendo basta!, mantenendo una forte pressione sul governo di Saa. C’è il rammarico di non contare con una forza unitaria, con un chiaro progetto di potere, non c’è nemmeno una direzione omogenea dell’opposizione sociale, nonostante la gran combattività dimostrata negli ultimi anni. Potrà questo scoppio sociale generare unità e un progetto capace di cambiare il modello economico e politico?, non sono in grado di rispondere con certezza, ma sicuramente le analisi fatte da APDH di Quito alcuni mesi fa, in cui delineavano la crisi economica e politica in Argentina come il fenomeno più importante nell’immediato futuro dell’America Latina, se guidata da una direzione sociale e politica unitaria con un progetto di potere, questo potrebbe cambiare l’indirizzo Neoliberale del continente. Penso si sia dato un passo importante in questa direzione, stà alle nostre forze popolari mettere da parte protagonismi e vanguardismi, per costruire un progetto di alternativa politca ed’economica al Neoliberismo. Adesso lo chiede, in modo forte e chiaro tutto il popolo Argentino. Credo che le parole di Tabare di Pompeya sintetizzano ciò che naviga, in questo momento nella mente e nei cuori di molti di noi Argentini: " Per questo motivo stiamo arrivando, con il sangue di molti sulle spalle, per far crescere quel sogno libertario che mai, madre, mi hai permesso di abbandonare". Fabio A. Beuzer componente dell’Ass. Argentina "Vientos del Sur" |