Repressione in Argentina: Un assassinio preannunciato che risponde ad un disegno politico.Il nostro ripudio e solidarietà cercando di guardare il futuro, dopo la contundente manifestazione unitaria del 3/7 contro la repressione.

 

Il Suo Nome: Terrorismo di Stato

 

Lo sai che succederà, lo analizzi in modo razionale, lo denunci, cerchi di preparare un terreno in grado di reagire, capace di accompagnare da lontano gli avvenimenti, quelli d’oggi o di ieri non importa, ma nel profondo speri che non accada, logico, quasi inconsciamente vuoi che la tua gente i compagni non debbano versare altro sangue. Molti li conosci, hai condiviso cose con loro, piccole o grandi non importa, formano parte di te, e un normale sentimento umano. Invece la telefonata arriva, puntuale, di Nora Podestà per avvertire del suo arrivo in Argentina, giusto in tempo per prendersi la sua quota di lacrimogeni e bastonate, e di Neca del MTD per chiederci d’inviare comunicati perché in quel momento era in atto la repressione a Buenos Aires, c’erano già centinaia tra feriti, arrestati e due morti, compagni della sua organizzazione.

 

Di fronte alla repressione e omicidi del giorno 26/6 contro il Movimento dei Lavoratori Disoccupati, e dopo l’invio di molti comunicati da parte nostra, per cercare di rompere insieme a tanti altri amici e compagni il muro della "disinformazione" di sistema, vogliamo per una volta fare un’analisi partendo da noi stessi, dal lavoro fatto nei primi sei mesi di quest’anno, dopo la ribellione di Dicembre, ma soprattutto nel mese di Giugno scorso.

Era evidente a molti che da anni l’Argentina stava diventando una polveriera, l’andamento dell’economia che strozzava sempre di più i settori umili della società, i governi che facevano a gara per mostrarsi sempre e in ogni modo servi degli Stati Uniti, e soprattutto l'aumento progressivo della mobilitazione e organizzazione della popolazione. Di fronte a questo quadro abbiamo pensato che era molto importante riuscire a portare in Italia un rappresentante di un’organizzazione popolare, per sensibilizzare questa società e denunciare ciò che stava accadendo, cosi nasce l’idea di portare in Italia a Nora Podestà della Liga Argentina por los Derechos del Hombre.

Con gli avvenimenti di Dicembre, e il comportamento sempre più repressivo dello Stato Argentino si pone, per noi come Vientos del Sur e per chiunque si occupi di solidarietà internazionale con un minimo d’onestà, una situazione di Terrorismo di Stato o di Stato Autoritario, con tutto ciò che questo comporta.

A partire da quel momento si rende evidente che non basta più la sensibilizzazione, pensiamo che sia necessario creare qui sul territorio, dal globale al locale come si suole dire, un intreccio tra cause ed effetti del Neoliberismo, analizzare con i lavoratori, gli attivisti, le persone sensibili di questa Regione, le responsabilità dei paesi industrializzati, e dell’Italia, in ciò che succede in Argentina e non solo, le cause comuni; il come le stesse politiche colpiscano i lavoratori qui e nel sud del mondo, cercando d’avvicinare le battaglie degli uni e degli altri, e allo stesso tempo creare un orecchio più ricettivo in grado di reagire di fronte ai soprusi nel sud del mondo, in questo caso in Argentina.

Con questo spirito abbiamo realizzato la campagna d’assemblee sindacali nella provincia di Gorizia, dove effettivamente il piano di dialogo con i lavoratori è stato quello, capire come operò il Neoliberismo in Argentina e quali sono le conseguenze le insidie e pericoli di un governo come quello di Berlusconi, che attacca lo statuto dei lavoratori, l’articolo 18, ma dal quale dobbiamo aspettarci ben altro, vista la storia. In queste assemblee abbiamo parlato molto della dittatura militare, dei prigionieri politici, le violazioni dei diritti umani, il Movimento dei Lavoratori Disoccupati cercando di chiarire il quadro della attuale Argentina, raccogliendo un migliaio di firme nelle fabbriche chiedendo la liberazione dei prigionieri politici.

 

Con Nora Podestà in regione, abbiamo approfondito questo tentativo, presentandola a tutta la collettività vicina a Vientos del Sur nella Grigliata Annuale, e realizzando incontri con i Consigli di Fabbrica di Monfalcone, le forze sindacali di questa regione, il Udine Social Forum e partiti della sinistra. In queste iniziative, oltre che nelle conferenze e al concerto, abbiamo espresso la nostra preoccupazione per la possibilità che in Argentina si approfondisse il modello repressivo dello stato, punto abbordato anche da Neca del MTD nelle iniziative realizzate in regione e nel resto d’Italia.

Diversi settori hanno risposto a questo appello, con documenti pubblici e prese di posizione: CGIL CISL UIL della provincia di Udine, il PRC di Gorizia, Udine e Nazionale, la FIM di Gorizia-Monfalcone, di Udine e il loro Dipartimento Internazionale, Rete Radie Resh di Udine, il Comitato Carlos Fonseca e la Federazione COBAS. Tutti loro hanno espresso la loro solidarietà con la lotta dei lavoratori della Zanon e del popolo Argentino complessivamente.

Vista la repressione e il massacro nella manifestazione del giorno 26/6, che conferma le analisi fatte, queste dichiarazioni di solidarietà diventano più importanti, sperando che siano un primo passo nella costruzione di quell’orecchio ricettivo che secondo noi sta diventando molto importante.

Secondo analisi da noi condivise, la repressione del giorno 26 è stata preparata meticolosamente, con infiltrati e provocatori, per creare uno scontro anticipato e dare un segnale preciso.

I tempi di costruzione sociale e politica ai suoi ritmi, che non si possono e non devono essere forzati. Oggi le forze popolari continuano ad essere divise, però ci sono molti tentativi di costruire un fronte comune e possiamo già vedere la formazione di alcune aggregazioni. Se si consolida un Fronte, con un progetto politico nazionale, sarebbe molto difficile per il Potere evitare il suo rovinoso crollo. Per questo motivo meglio per il governo creare lo scontro in modo anticipato, con un Fronte ancora non consolidato, per poter romperlo e massacrarlo. Solo così si spiega il perché disponiamo di tante fotografie della uccisione di Santillan, fucilazione realizzata totalmente di fronte ai giornalisti. Crediamo che questo si fa solo quando si vuole dare un chiaro segnale di terrore e d'impunita.

 

Terrore appunto, nella situazione attuale del paese, l’unico modo che il Potere ha per rimanere insediato e attraverso l’Autoritarismo, il Terrorismo di Stato con nuove forme più adatte a questi tempi, però non meno letali per il nostro popolo.

Logicamente la preoccupazione di tutte le organizzazioni popolari in Argentina aumenta, di fronte a ciò che potrà accadere, di conseguenza anche la nostra. Questo però non ferma la volontà di lotta, come dimostra la massiccia e potente mobilitazione unitaria di ieri 3/4, come risposta all’autoritarismo e la repressione di stato. E cosi continuerà nel prossimo futuro.

 

La volontà di queste righe, è quella di un appello ulteriore a tutte le persone sensibili e alle forze sociali, di fronte ai fatti di questi giorni, per mantenere la nostra sensibilità e solidarietà sempre più attiva, il sangue versato da Dario Santillan e Maximiliano Kosteki deve servire da monito per tutti noi, perché anche da noi dipende che il loro sacrificio non sia stato invano. Oggi molte persone e organizzazioni di questa regione hanno potuto parlare direttamente con una militante e guardarla negli occhi, una compagna in più fra tante altre, dalla quale sicuramente molti hanno potuto trarre spunti e insegnamenti, e che oggi si trova li a Buenos Aires, in quelle manifestazioni. E un’ulteriore aspetto questo che, secondo noi, va oltre la politica e ci chiede impegno da un altro punto di vista, quello umano.

 

Ass. Argentina "Vientos del Sur"

Udine-Italia