MADRE PACE

di Ovaldo Bayer

da Bonn

 

Pace, la parola inattaccabile, sacra, sovrana. Tutte le bandiere d'Europa, sui balconi, portano la parola Pace a caratteri bianchi. Dovremmo arrischiarci a chiamarla Madre Pace, più completa, definitiva.

Con mia moglie vado all'atto ecumenico della Plaza de las Mantequeras (Piazza delle Burriere), nel villaggio renano di Linz. Portiamo la bandiera che ci regalarono in Italia: i colori dell'arcobaleno e nel mezzo la parola PACE.

 

Nella piazza renana parlano cattolici e luterani. Cantano. Stupendo atto di solidarietà, l'emozione carica le voci. Sì, questa volta bisogna applaudire il Papa, con il suo richiamo inequivocabile alla pace, se questa volta è nel vero spirito cristiano. I pastori luterani non hanno dubbi, non vogliono bombe sull'Iraq, sarebbe un assassinio di massa, un'azione da codardi e assassini, propria di mentalità fasciste che si sono mantenute per decenni e all'improvviso insorgono come cani rabbiosi coperti dalla bandiera a stelle e strisce. Il noto teologo Eugen Drewermann dice a proposito di George W. Bush: “Chi legge il Nuovo Testamento e crede di avere il dovere di fare una guerra preventiva; chi prende legittimazione dal Sermone della Montagna per assassinare centinaia di migliaia di esseri umani, non ha compreso il cristianesimo o si allontana da esso con lo stivale delle sette leghe. Non si può camminare sui cadaveri quando si vuole seguire il cammino di Cristo.”

Poi, definisce gli Stati Uniti con queste cifre: “Gli Stati Uniti hanno ridotto le proprie spese per combattere la fame nel mondo a 1,7 migliaia di milioni di dollari, esattamente quanto spende in due giorni per le forze armate.

 

Non si prega nella Plaza de las Mantequeras di Linz. Però, sì, si tengono discorsi per la pace. C'era un veterano di Stalingrado, 81 anni, a sessanta dal tragico massacro di quella battaglia. Aveva quel giovane l'età della generosità e della ricerca dell'orizzonte della felicità: 21 anni. Invece lo mandarono ad uccidere. Racconta che mentre stavano attaccando un villaggio di contadini, all'improvviso uscì da una capanna di paglia e tronchi una contadina russa, con la gonna fino alle caviglie. Correva disperata, portando due bambini, uno in ogni braccio e un terzo che correva a tutta la velocità che gli consentivano le sue gambette, aggrappato alla gonna della madre.

Però c'era l'ordine di uccidere tutto quello che si muoveva. Le pallottole trapassarono la schiena della donna, che rimase stesa sulla strada di fango.

Sotto il corpo materno uno dei figlioletti muoveva la mano per cercare nutrimento nel seno materno, voleva vivere, non si arrendeva. L'anziano soldato si trattiene per non mettersi a piangere. “Ci comandavano per questo, per convertirci in assassini, per uccidere la vita. Uccidemmo una madre con le nostre pallottole. Porto dentro di me quest'episodio; non lo potrò mai dimenticare.”

Le stesse pallottole inoltre avevano ucciso per sempre l'allegria a questo soldato.

Schroeder, il primo ministro tedesco, un socialdemocratico con tutti i suoi giri e rigiri, il suo eterno riposare fino a quando schiarisce, i suoi “sì, sì, però no”, si è convertito senza alcun dubbio nel grand'uomo della pace. Il suo discorso davanti al Bundestag ha avuto tutta la forza e il coraggio di colui che sa che sta affrontando la nazione più potente della Terra. E che questa potenza non perdona. Tuttavia, lo si è visto raggiante come qualcuno che sa che si gioca il tutto per tutto per la parola pace, niente meno che per la parola madre pace che hanno già iniziato a bruciare su un rogo George W. Bush e tutti i suoi generalacci.

Il Bundestag vibra. Dopo aver detto di sì e dopo essersi inginocchiati per 50 anni davanti al gran signore dell'Atlantico, all'improvviso Schroeder entusiasma i pacifisti e si è messo una cravatta lilla, il colore dell'eterno movimento per la pace.

“Andiamo a portare al trionfo l'iniziativa della pace- dice- accompagnati dal Principio Speranza.” “Dobbiamo armarci di Coraggio per la pace”, conclude.

I deputati socialdemocratici e i verdi si alzano e applaudono. I tedeschi applaudono la pace, gli insegnamenti della storia. Però non tutti, l'opposizione di destra, i democristiani nomineranno Schroeder “Super ambizioso dilettante”. La destra che si chiama cristiana lo fa per mezzo niente meno che di una donna, Angela Merkel. Loro vogliono appoggiare George W. Bush fino alla fine, anche se tutto questo costa migliaia di morti.

 

Kant sarebbe uscito a passeggiare contento per la sua Koenisberg, sapendo che i tedeschi sono a favore della pace. Per questo servono i libri, servono i pensieri.

Rimangono disarmati gli eserciti, a nulla servono gli esercizi di tiro né il buttarsi corpo a terra come schiavi e marionette.

 

Con l'azione intrapresa dai francesi e i tedeschi non si favorisce il dittatore dell'Iraq. Al contrario, non aggredendolo bensì controllandolo, ciò che si fa è dar tempo al popolo affinché si liberi dall'uomo che tanti morti ha causato alle minoranze del suo paese e che cerca sempre la guerra con quelli che crede più deboli.

Migliaia di uomini, donne e bambini percorreranno in questi giorni la vie dell'Europa per dire no al guerriero transatlantico. Senza armi, con bandiere con i colori dell'arcobaleno e la parola pace. Basta armare un giovane perché uccida un altro giovane, no alle bombe che feriscono la terra per sempre, no alla morte di bambini per fame né di giovani partorienti con il codardo raggio della morte. No a George double iu.

Le beffe della storia. A sessanta e più anni da quando i tedeschi portavano nei loro zaini morte e razzismo, oggi, hanno imparato la terribile lezione.

Percorrono le strade con la bandiera dell'etica e della generosità: l'arcobaleno attraversato dalla parola Pace. La Madre Pace.